Giovanni Papini nel suo “Italia Mia” porta una descrizione della forma d’Italia che rovescia la consueta e stereotipata similitudine con lo stivale
infatti guardando la penisola affacciati alle Alpi si vedrebbe:
«...non già, come vorrebbe la vil similitudine, uno stivale storcignato ma un potente fusto d’albero antico, divenuto terra e pietra in mezzo alla crudele fulgenza del mare.
Un tronco gagliardo, ancor pregno di linfa calda e di volontà, ma ridotto a poco più che tronco [...]. Qualche nocchio sporgente su per i fianchi ma due rame soltanto, alla vetta: una che si protende verso la Grecia [...], l’altra che si spinge verso l’Affrica [...]. A questa seconda rama è quasi congiunta la massa triangolare della Sicilia, simile a frutto perenne...»
[citazione da “Italia Mia” di Giovanni Papini (Firenze, Vallecchi, 1939)]
E proprio da questa suggestiva descrizione possiamo partire a tracciare una descrizione dello sviluppo del nostro Net.futurismo:
esso innesta continuamente, ai due rami d’Italia, germogli d’umanità nuova che saprà far crescere in ogni direzione e che per frutti avranno nodi connettivi a cui si potranno legare tutte le connessioni di ogni altro paese a formare una rete globale di totale libero scambio culturale!
Questa rete globale è già qui!
Tocca a noi Net.futuristi dare l’esempio di come utilizzarla per incrementare la cultura/comunicazione/creatività interindividuale per essere liberi!
Gli old media uccidono per non morire
1 giorno fa


